When family thinks about the future, CÀ is born: a Brut Traditional Method made from 100% Fiano.
There comes a moment in the story of a century-old winery, when past, present and future come together in a single bottle. For Varvaglione 1921, that moment has a short, meaningful and precious name: CÀ.
Two letters that embody a promise. CÀ is the nickname of Carlotta, Marzia Varvaglione’s daughter and representative of the family's fifth generation of wine growers. The winery dedicates its very first Traditional Method to her: a sparkling wine made exclusively from Fiano grapes, originating in the heart of Masseria Pizzariello.
A Family Story: A Wine That tells about Continuity
From Cosimo Varvaglione, who founded the winery in the province of Taranto in 1921, to Carlotta. Five generations have carried forward a legacy of dedication, passion and vision.
The name of this new sparkling wine completes the collection of wines dedicated to each member of the Varvaglione family. With CÀ, the family story gains a new chapter, celebrating the fifth generation and symbolizing the desire to embrace the future while remaining deeply rooted in its origins.
In an industry where time sets the pace, dedicating this sparkling wine to Carlotta expresses a clear vision: the wisdom of tradition intertwines with the drive to evolve. The generational transition at Varvaglione has been a forward-looking investment, with Marzia leading business development, Angelo overseeing viticulture and sustainability, and Francesca growing into her role as an oenologist alongside her father.
CÀ embodies this promise: a wine that demands patience, care and precision—just as the next generation does.
Il cru di Masseria Pizzariello e il “Campo Freddo”
Le uve Fiano che danno vita a CÀ nascono in un luogo speciale: il cru di Masseria Pizzariello, a San Donato (TA), in particolare nelle particelle 561-318. L’area è nota localmente come “Campo Freddo”, perché registra temperature mediamente più basse rispetto alle aree circostanti nelle ore notturne, grazie alla sua posizione in corrispondenza di una zona di depressione che favorisce la discesa dell’aria più fresca.
La grande escursione termica tra giorno e notte regala alle uve una freschezza e aromaticità uniche. È qui che, alle prime luci dell’alba, i grappoli di Fiano vengono raccolti e selezionati manualmente per preservarne l’integrità. Prima della pressatura, riposano per circa 18 ore in una stanza refrigerata, a tutela del patrimonio aromatico.
La vinificazione: artigianalità e precisione
Il percorso di CÀ in cantina è un rituale di precisione e pazienza.
Le uve vengono introdotte in pressa a grappolo intero. La pressatura soffice produce esclusivamente il mosto fiore, evitando l’estrazione di sostanze tanniche dal raspo e preservando l’eleganza aromatica del frutto.
Il mosto viene trasferito in un serbatoio termocondizionato a 10 °C per una decantazione statica. Dopo circa 24 ore, si procede al travaso del mosto limpido.
La fermentazione alcolica si svolge a temperatura controllata di 18 °C. Terminata questa fase, il vino rimane in affinamento sulle proprie fecce fini per otto mesi, con frequenti bâtonnage. Il lungo contatto con le fecce arricchisce il vino di struttura, complessità e profondità gustativa.
Segue il tradizionale tiraggio, con aggiunta di zuccheri e lieviti selezionati per avviare la seconda fermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico. L’affinamento sui lieviti prosegue per circa 20 mesi, accompagnando il vino verso una progressiva evoluzione aromatica. Il processo si conclude con la sboccatura finale e l’aggiunta della liqueur d’expédition.
Agricoltura di precisione e rigenerazione del suolo
CÀ non è soltanto il frutto di un savoir-faire enologico. È anche il risultato di un approccio scientifico e sostenibile che Varvaglione 1921 applica in ogni fase della produzione.
Nei vigneti dell’azienda, stazioni meteo e sensoristica avanzata monitorano costantemente umidità, pioggia, bagnatura fogliare, temperatura e vento. Un algoritmo predittivo elabora questi dati per prevenire lo sviluppo delle principali malattie della vite, riducendo trattamenti, acqua e ore di lavoro.
Droni multispettrali analizzano il vigneto pianta per pianta, permettendo fertirrigazioni mirate. Le cover crops — essenze seminate tra i filari — favoriscono l’ossigenazione del terreno, lo sviluppo della biodiversità microbiologica e l’aumento della sostanza organica, contrastando desertificazione e impoverimento.
L’azienda ha recentemente introdotto l’uso dei droni anche per l’analisi avanzata del suolo in profondità, studiando composizione e stato biologico del terreno. E grazie a un sistema di economia circolare, gli scarti della vendemmia — vinacce e raspi — vengono trasformati in ammendanti organici per rigenerare la vita microbica del suolo.
Un brindisi al futuro
CÀ è molto più di un Metodo Classico. È il nuovo progetto di una famiglia che da oltre cento anni coltiva la terra pugliese con passione, innovazione e rispetto. È il primo passo di un percorso che unisce l’esperienza del passato alla visione del domani.
“Non siamo enologi per titolo accademico, siamo vinicoltori dalla nascita. La vigna è stata la culla di ogni generazione.”
Con CÀ, Carlotta — e con lei la quinta generazione Varvaglione — leva il calice al futuro.
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